Mantova: rinasce una “Piccola Biblioteca Ideale”.

Piccola Biblioteca Ideale. Te Brunetti

L’arte urbana firmata da Corn79 e Made514 trasforma la biblioteca del quartiere periferico di Te Brunetti in un museo a cielo aperto, in dialogo costante con il territorio e
con la comunità.

«Fondare biblioteche è un po’ come costruire granai pubblici: ammassare riserve contro l’inverno dello spirito»: scriveva Marguerite Yourcenar in Memorie di Adriano. Una volta fondate, queste biblioteche-granai hanno bisogno di essere valorizzate e vissute per non appassire. È quello che si propone di fare a Mantova il progetto di arte contemporanea e arte urbana “Piccola biblioteca ideale”.

L’iniziativa nasce come spin-off del festival di arte contemporanea e riqualificazione urbana Without Frontiers, Lunetta a Colori (V edizione in programma dal 31 agosto al 6 settembre 2020), ed è organizzata dall’associazione Caravan SetUp, a cura di Simona Gavioli, con il coordinamento scientifico di Lavinia Bottini, in collaborazione con l’associazione culturale Il Cerchio E Le Gocce, il supporto del Comune di Mantova e il contributo di Tea.


Il nome è un omaggio al libro di Nuccio Ordine Classici per la vita. Una piccola biblioteca ideale (La nave di Teseo editore, Milano, 2016), in cui l’autore, professore di Letteratura Italiana all’Università della Calabria, coinvolge i propri studenti leggendo ogni lunedì alcune citazioni con l’intento di sottolineare l’importanza vitale della lettura “per capire se stessi e il mondo che ci circonda”.

Piccola Biblioteca Ideale. TeBrunetti


La biblioteca-granaio scelta come punto di partenza del progetto che mira ad espandersi alle vie circostanti è quella del quartiere di Te Brunetti, nata con il Sistema Bibliotecario Urbano negli anni Ottanta e oggi gestita dall’Associazione di volontariato Auser. Te Brunetti si trova a pochi passi dal Mincio, è un quartiere fiancheggiato dal verde del Bosco Virgiliano e ha alle sue spalle l’immagine splendida e iconica di Palazzo Te, da cui deriva il nome. 

Qui, dal 26 al 30 agosto, due artisti di fama internazionale, Corn79 e Made514, metteranno la loro poetica al servizio di un dialogo con la comunità, realizzando due opere d’arte su grande scala.
Corn79, all’ingresso di Te Brunetti, sul muro del centro raccolta di via Visi, darà vita a un viaggio in un universo astratto e onirico, Made514 si concentrerà sul potere comunicativo e immaginifico dei libri.
Il progetto “Piccola Biblioteca Ideale” vuole riavvicinare gli abitanti di Te Brunetti alla propria biblioteca e innescare successivamente un processo di espansione. La biblioteca sarà un pre-testo: quel testo, cioè, che precede la storia e la narrazione del quartiere, che sarà raccontata non più solo a parole, ma anche per immagini. 

Spiega la curatrice del progetto, Simona Gavioli: «La biblioteca è uno spazio centrale per la comunità: incarna il diritto alla cultura, l’accesso democratico e gratuito. Rappresenta i valori positivi d’integrazione, condivisione di spazi e conoscenze, intreccio di saperi e di responsabilizzazione verso il bene comune. È l’unico luogo che possa custodire tra quattro mura un’infinità di mondi possibili. Oggi in particolare, in questo momento di chiusure e distanziamento, la biblioteca è il più grande “aeroporto” che abbiamo a disposizione per viaggiare liberi nel tempo e nello spazio». 

Piccola Biblioteca Ideale. Te Brunetti

Largo ai giovani – Nell’ambito del progetto “Piccola Biblioteca Ideale”, e come accade sin dalla prima edizione di Without Frontiers, Lunetta a Colori, sono stati coinvolti gli studenti dell’Istituto Giulio Romano, che parteciperanno al Workshop di Arte Urbana tenuto da Corn79 e alla realizzazione dell’opera dell’artista che effettuata in via Visi.

Eventi collaterali 

La compagnia Iuvenis Danza, che ha animato il quartiere Lunetta nelle ultime due estati con il progetto Dance on District, sperimenta quest’anno una differente modalità di esibizione e di fruizione della danza contemporanea. DANZA di CONDOMINIO – Building Dance nasce per offrire al pubblico una nuova geografia dell’abitare, del vivere il quartiere e la città, ripartendo da dove la pandemia ci ha fermati. Nei mesi dell’isolamento, finestre e balconi hanno assunto un significato diverso, diventando simbolo di vicinanza, unione e speranza. Sabato 29 agosto, Iuvenis porterà la danza, concepita come rito allo stesso tempo privato e comunitario, nel cuore del quartiere Te Brunetti. Dalle ore 19.00, la compagnia di artisti si esibirà in performance dedicate ai residenti di più stabili che si affacciano su zone comuni, creando, in totale sicurezza, un “evento” di quartiere che si innesta nella vita della città a partire dai suoi cortili. L’ingresso è gratuito (zona via Visi). I residenti possono assistere da finestre e balconi. È permessa la presenza anche di pubblico esterno, contingentato nell’assoluto rispetto delle normative di sicurezza anti Covid-19 (http://www.iuvenisdanza.com/ ).

Gli Artisti

Riccardo Lanfranco, nome d’arte Corn79, nasce nel 1979 a Torino, città in cui si laurea al DAMS con tesi in semiotica dal titolo: Bellezza e degrado della città. Progetti contemporanei per la riqualificazione estetica murale in Italia. Il suo percorso artistico inizia da writer nel 1996. Presto il suo lavoro trova spazio tra le pagine delle principali riviste dedicate al mondo del writing (Aelle, Defrag, Stylefile, Xplicit Grafx, Innercity) e ciò lo porta a partecipare a decine di convention e a dipingere in molti Paesi europei. Realizza importanti opere murali di riqualificazione urbana con artisti di fama internazionale e, fino al 2009, è membro del collettivo Opiemme. Promotore della creazione del progetto Murarte della Città di Torino, tuttora in progress, nel 2001 fonda “Il Cerchio E le Gocce”, la prima associazione italiana dedicata alla promozione della creatività urbana.

Made514 (Alberto Capozzi) nasce a Padova nel 1975. Inizia la sua carriera nel mondo dei graffiti nei primi anni ’90. Le sue opere sono caratterizzate da forme morbide, linee taglienti, macchie emotive e movimenti dinamici, in cui le lettere si scompongono per ricomporsi in momenti senza tempo con il mondo figurativo. Una tensione in equilibrio precario eppure perfetto anima i suoi lavori: quella tra caos e controllo. Le sue opere sembrano arricchirsi costantemente di nuovi livelli e complessità, testimoniando non solo una crescita tecnica, ma anche curiosità verso la sperimentazione di materiali e superfici nuovi. Le lettere progressivamente si fluidificano in forme, fino a fondersi in una sinuosità caotica, ma regolata da leggi precise. Dipinge ed espone nelle maggiori rassegne tra cui: Biennale di Venezia, Museion di Bolzano, Stroke Art Fair di Monaco, Ayden Gallery di Vancouver, Mart di Rovereto.

Fonte: Ufficio stampa DOC-COM