Melegnano: per Fuori/Dentro Bookcity 2019, il prof. Andrea Spiriti ha presentato la riedizione del libro “La Scuola di Atene – Il cartone preparatorio alla Pinacoteca di Brera” di Luca Beltrami.

da sx: Andrea Spiriti, Rodolfo Bertoli, Gabriele Prinelli, Enrico Maestri

Sono gli affreschi della Sala delle Battaglie a fare da cornice alla brillante esposizione del prof. Andrea Spiriti, Ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’Università degli Studi dell’Insubria, che regala ai presenti una conferenza capace di rendere vivo uno degli affreschi più noti di Raffaello Sanzio.

L’occasione è data dalla presentazione, avvenuta lo scorso sabato 16 novembre nel Castello Mediceo di Melegnano, del libro “La Scuola di Atene – Il cartone preparatorio alla Pinacoteca di Brera” di Luca Beltrami. 

L’iniziativa della Gemini Grafica, casa editrice che pubblica il volume, è indubbiamente coraggiosa se pensiamo che lo scritto risale al 1920, quarto centenario della morte del pittore e architetto urbinate. Proprio la scadenza dei 500 anni prossimi ha stimolato l’idea di una riedizione, con prefazione di Carlo Maria Catturini, che oggi trova spazio nel calendario di FuoriDentro Bookcity 2019. 

Presentato con orgoglio dal Sindaco di Melegnano Rodolfo Bertoli, che nell’occasione ribadisce la volontà di perseguire ogni possibilità per ampliare e completare il restauro delle sale attualmente chiuse del Castello melegnanese, Andrea Spiriti, che ha firmato l’Introduzione della riedizione, ripercorre la storia travagliata della gestazione e della realizzazione del capolavoro, in particolare dello studio del cartone preparatorio. Una vera e propria rarità questo foglio, pressoché integro, oggi conservato alla Pinacoteca Ambrosiana, utilizzato come tecnica, nel rinascimento, per trasferire il “progetto” alla parete. Non mancano alcune sottolineature al testo originale, ma rimane intatta la validità dell’opera del Beltrami, architetto, storico dell’arte e parlamentare, nato a Milano nel 1854, che deve la sua fama proprio alle sue qualità di restauratore. Fu infatti uno dei pochi a preoccuparsi del contesto dell’opera d’arte, ricercando sempre la relativa documentazione storica.

Testo di: Luciano Passoni