Reggio Emilia: “Le vigne di Matilde”. Quattordici artisti interpretano il territorio alla Cantina Albinea Canali

Carlo Maestri. Riflesso su un legno 2002. Fotografia su alluminio cm 50x70

Nelle terre che appartennero un tempo alla Grancontessa Matilde di Canossa, quattordici artisti reggiani interpretano il territorio attraverso una cospicua selezione di dipinti, fotografie e vignette raccolte nella mostra “Le vigne di Matilde”, in programma dal 23 novembre al 24 dicembre 2019 presso la Cantina Albinea Canali (Via Tassoni 213, Reggio Emilia).

Romano Salami. Precollina reggiana 2016. Olio su tela cm 80×120

L’esposizione, allestita nella Sala dei Cavalieri e nel Salone delle Capriate, presenta una quarantina di opere degli artisti Marco Arduini, Mirco Ambrogini, Brenno Benatti, Primo Canepari, Gianni Carino, Pietro Cinti, Gino Fontanesi, Silvano Fontanesi, Giuliano Giuliani, Carlo Maestri, Andrea Magni, Patrick Pioppi, Oscar Piovosi e Romano Salami.

Realizzata con il patrocinio del Comune di Albinea (RE), la mostra sarà inaugurata sabato 23 novembre alle ore 17.00. Saranno presenti, oltre agli autori invitati, Stefano Colli (Event Manager Cantina Albinea Canali), Luigi Borettini (curatore), Enzo Fontanesi (coordinatore) e i rappresentanti delle Istituzioni.

«Gli artisti selezionati – spiega Luigi Borettini – celebrano il loro territorio, le genti, i prodotti della terra, gli usi e le consuetudini.

Silvano Fontanesi. Per Bacco 2017. Fotografia digitale stampata su canvas con certificazione di tiratura limitata cm 80×60

Con diverse sfumature, hanno saputo reinterpretare importanti tradizioni, dall’aceto balsamico tradizionale (citato da Donizone di Canossa) al Parmigiano Reggiano, con particolare attenzione alla produzione vitivinicola e alla cultura enologica. La pittura, la fotografia e il disegno ci trasmettono sensazioni, emozioni, sentimenti, che esaltano la nostra capacità di osservare, di entrare nell’opera stessa, di condividerla con altri, guidati da suggestioni sensoriali, a volte anche olfattive. Sta a noi cogliere i pensieri, i suggerimenti dell’autore: l’opera è lì, dinanzi a noi, pronta per condurci in una nuova realtà, in un nuovo mondo. La pittura, come tutte le arti, con tutte le sue sfaccettature, è eterna, al contrario dell’essere umano. Dobbiamo dunque ringraziare questi poeti del pennello che ci aiutano ad elevare la nostra anima verso una dimensione superiore, dove tutto trova un significato e ogni azione compiuta è come una semplice nota che compone una infinita melodia, parte integrante del nostro grande universo».

Fonte: CSArt – Comunicazione per l’Arte