Atelier Montez. Aperta a Roma “Be**pART, la mostra collettiva più grande di sempre”: 30mila opere inedite e 1000 artisti da tutto il mondo.

Nitsch

Fra gli artisti più eminenti che hanno aderito al progetto, Michele Cossyro, Franco Lo Svizzero, Hermann Nitsch, Isaac Aden, Römer&Römer, Lamberto Correggiari. Dmitry Teselkin. Tra i paesi maggiormente rappresentati, Austria, Germania, Argentina, Egitto, USA, Emirati Arabi.

Aperta sabato 16 ottobre, presso Atelier Montez (via di Pietralata, 147/A, Roma) “Be**pArt – la mostra collettiva d’arte più grande di sempre”. Già esposte le prime 30mila opere inedite prodotte da 1000 artisti in smartworking durante la pandemia covid-19.  E la collezione in mostra continuerà a crescere giorno per giorno, almeno finché non sarà decretata ufficialmente la fine della situazione di emergenza sanitaria, con l’obbiettivo di segnare un nuovo record mondiale per  “la mostra collettiva d’arte più grande di tutti i tempi” nell’anno 2022.  Tutte le opere sono esposte in un unico spazio espositivo, quello dell’Atelier Montez, che in questi mesi si è trasformato in un vero e proprio polo internazionale per l’arte contemporanea.  La mostra sarà visitabile per tutto il 2022 negli orari di apertura, dal lunedì al venerdì, fra le ore 15:00 e le ore 20:00 o su appuntamento. Ingresso libero.

Aden

BE**PART, LA MOSTRA DEI RECORD – Fra gli artisti più eminenti che hanno già aderito al progetto, Michele Cossyro, Franco Losvizzero, Hermann Nitsch, Isaac Aden, Römer&Römer, Lamberto Correggiari, Dmitry Teselkin. Tra i paesi maggiormente rappresentati spiccano Austria, Germania, Argentina, Egitto, USA, Emirati Arabi. Il progetto della collettiva da record, curato da Gio Montez e Marcella Magaletti con il contributo del Forum Austriaco di Cultura di Roma e degli ambasciatori di be**pART in tutto il mondo, era già stato presentato presso la Camera dei Deputati in primavera alla presenza del deputato Federico Mollicone, capogruppo Fratelli d’Italia in commissione Cultura, del consigliere del Municipio IV di Roma Capitale Giovanni Ottaviano, dell’artista Gio Montez, e del giornalista e ufficio stampa Salvo Cagnazzo. Allora si analizzavano le condizioni sociali ed economiche della pandemia e le catastrofiche ripercussioni per l’intero settore dell’arte, non solo contemporanea. Oggi, grazie alla collaborazione attiva della commissione cultura della Camera dei Deputati le strategie di resilienza diventano finalmente realtà.

L’albo dei Produttori Indipendenti Be**pART è consultabile online su https://montez.it/bepart/
Il virtual tour della mostra be**pART promosso dalla startup milanese Lieu City è accessibile gratuitamente al link: https://lieu.city/partner.php?partner=invited_by_20&exb=27. Il catalogo della mostra Be**pART sarà pubblicato dopo che sarà finita la situazione di emergenza sanitaria Covid-19.

Cossyro

“La testimonianza della mostra racconta questo difficile periodo storico come un momento costruttivo – dichiara l’artista e curatore Gio’ Montez  – in cui immaginazione e creatività mettono in luce gli aspetti positivi della solidarietà e della coesione sociale, trasformando le esigenze di adesso in una virtù e in un esempio da ricordare anche per le generazioni future”. 

ARTUP – Durante la recente conferenza stampa presso Palazzo Madama, l’Atelier Montez ha anche presentato ARTup srl, la startup innovativa fondata nel 2020 dall’artista Gio Montez, come possibile strategia di resilienza per il settore dell’arte contemporanea.  ARTtup srl offre servizi digitali innovativi nel settore dell’arte contemporanea sviluppando un ecosistema di applicazioni web decentralizzate (dApp) interconnesse fra loro dalla blockchain. I dati generati  dalle dApps vengono elaborati da una Intelligenza Artificiale di nome“BART”, il primo Digital Art Advisor al mondo per l’arte contemporanea. L’ecosistema “phygitale” creato da ARTup srl apporta quindi una rivoluzione radicale nei processi di fruizione dell’arte applicando il concetto della disintermediazione – il vero atout della digitalizzazione – ovvero implementando le nuove tecnologie come blockchain, I.A., I.o.T. e realtà virtuale per aumentare la capacità di attenzione e di elaborazione dei dati con l’obiettivo di far emergere una nuova fascia di mercato. Le dApp “ArtCoefficient”, “ARTup”, “ARThapp” e “ARTmapp” sono piattaforme web innovative multi-segmento su modello “freemium” rivolte a tutti i segmenti che compongono la catena del valore nel mercato dell’arte: produttori, promotori e compratori. 

“L’ecosistema “phygitale” di ARTup srl offre un servizio fluido di digitalizzazione, tokenizzazione, quotazione delle opere d’arte sia fisiche che digitali (cfr. N.F.T.)” – spiega Gio’ Montez – “L’esperienza “phygitale” è un ibrido fra un social network e un videogame, dov’è possibile consultare BART, scambiare valori fra pari, chattare con altri utenti, creare eventi e campagne promozionali… Per i professionisti del settore è possibile eventualmente effettuare l’upgrade all’account premium con vari strumenti professionali di analisi dei dati, consulenze personalizzate, inserzioni pubblicitarie targettizzate”. Grazie alla partnership strategica con la startup milanese Lieu City e la integrazione delle piattaforme web, sarà addirittura possibile creare il proprio avatar personale per visitare virtualmente le esposizioni d’artedi tutto il mondo e acquistare o scambiare opere d’arte da casa, rimanendo comodamente seduti sul proprio divano. BART e IL COEFFICIENTE D’ARTE –  Gio’ Montez ha infine presentato il nuovo art advisor digitale di nome BART, una I.A. basata su un algoritmo fondamentale inventato dall’artista che automatizza con metodo scientifico il calcolo del coefficiente d’arte, ovvero il valore del lavoro di un artista. “Mentre il mondo dell’arte parla di innovazione e Nuovo Rinascimento,  la vera rivoluzione la fa Gio Montez con la sua Gioconda 4.0. Riuscendo nell’impresa di dare forma (e volto) a un’intelligenza artificiale di nome BART, il primo Digital Art Advisor del mondo dell’arte contemporanea, Gio Montez rielabora uno dei capolavori più famosi dell’arte, riportando lo spettatore al centro del quadro….”  (Storica dell’arte e curatrice Marcella Magaletti)

Da sx Giovanni Ottaviano, Federico Mollicone, Gio Montez e Salvo Cagnazzo

Il “Coefficiente d’Arte”, la celebre espressione coniata da Marcel Duchamp durante l’intervento alla Convention of the American Federation of Arts, Houston, Texas nel 1957, rappresenta oggi, nella implementazione matematica e tecnologica di Gio Montez, una inedita “metrica del valore” per l’arte contemporanea. Tramite la piattaforma web artcoefficient.com sarà finalmente possibile calcolare gratuitamente il proprio coefficiente d’ arte, valore già comunemente usato dai galleristi di tutto il mondo per definire il prezzo delle opere d’ arte contemporanea. Grazie al sostegno finanziario “PreSeed” concesso da Lazio Innova spa nell’ambito del programma POR FESR LAZIO 2014-2020, la dApp ARTCoefficient è attualmente già in fase di collaudo, per mano degli artisti partecipanti alla mostra Be**pART, i veri beneficiari (early adopters) dell’innovazione e presto l’applicazione verrà lanciata sul mercato.

“Il nostro coefficiente d’arte facilita la quotazione delle opere d’ arte contemporanea – conclude Gio’ Montez – In questo modo sarà possibile consultare l’archivio dei produttori indipendenti per conoscere il valore della firma di un artista e determinare il prezzo delle opere d’ arte o dei N.F.T. (Non Fungible Tokens) firmati da un artista. Stiamo generando una inedita banca dati immodificabile e trasparente relativa agli artisti emergenti e al mercato di arte contemporanea di seconda e terza fascia”.                   

Fonte: Ufficio Stampa Uozzart di Salvo Cagnazzo