Mendrisio (Svizzera): “INDIA ANTICA”. Capolavori dal collezionismo svizzero al Museo d’Arte cittadino

Scena dal Māndhātā Jātaka Andhra Pradesh, Amaravati, II secolo d.C. calcare, 94 cm

L’arte indiana antica possiede un repertorio vario e stratificato che oggi può essere colto solo parzialmente. Culla di tre religioni – buddismo, induismo e giainismo – ancora in vigore, l’India ha un patrimonio culturale estremamente ricco, anche se ciò che rimane è composto solo dai materiali più durevoli. Questa eredità racconta il rapporto dell’umanità con le forze che la sottendono e con l’universo in generale.

Pārvatī Tamil Nadu, XI secolo d.C. bronzo (lega di rame), 37.5 cm

L’India è un territorio ricco di “divinità” di molti tipi che rappresentano tante forze spirituali e il loro travalicamento. Nonostante le divinità conservino il proprio nome, il loro significato viene continuamente rielaborato e cambiato. Questa mostra, a cura di Christian Luczanits, tra i massimi esperti internazionali di arte indiana, si concentra quindi sulle trasformazioni che le divinità subiscono dalle loro prime rappresentazioni figurative fino alle loro espressioni esoteriche (tantriche).

Budda incoronato Bihar, Kurkihar, XI secolo d.C. bronzo con intarsi di argento e rame, 37 cm

I cambiamenti di significato possono essere descritti solo parzialmente dai testi relativi alle divinità, ma le immagini parlano anche da sole oppure in relazione ad associazioni poetiche universali. Una yakṣī seducente e graziosamente modellata, spirito che sorge dalla terra, responsabile della fertilità e del benessere, può ad esempio chiacchierare con un pappagallo per impedire che esso sveli quanto successo la notte precedente. Al contrario, un Budda seduto e riccamente ingioiellato allude a un risveglio reinterpretato nella prospettiva del buddismo esoterico.

Bodhisattva Maitreya Gandhara, II-III secolo d.C. scisto grigio, 88 cm

Gli oggetti esposti  – oltre 70 sculture di piccole, medie e grandi dimensioni – non pretendono di essere rappresentativi dell’arte antica indiana nel suo insieme, ma costituiscono comunque una straordinaria introduzione a vasto raggio sull’arte antica di una delle nostre più complesse e affascinanti civiltà. La scelta del curatore rispecchia quello che è l’interesse occidentale nell’antica arte indiana, con una predominanza di temi buddisti e pacifici. Sono la qualità e la disponibilità di queste splendide opere ad aver determinato la selezione in mostra. 

Tārā verde Bihar meridionale, XII secolo d.C. fillade, 28.5 cm

Il percorso espositivo si compone di nove capitoli: Metafore poetiche; Animali leggendari; Tradizioni a confronto; Storie edificanti; Poteri femminili; Diramazioni esoteriche; Miracoli; Coppia divina; Divinità cosmica e comprende sculture provenienti da diverse regioni dell’India, Pakistan e Afghanistan, coprendo un arco temporale di quattordici secoli, dal II secolo a. C. al XII secolo d. C. 

La mostra sarà inaugurata sabato 26 ottobre al Museo d’Arte di Mendrisio e resterà aperta dal 27 ottobre 2019 al 26 gennaio 2020.

 

 

 

Christian Luczanits, curatore della mostra India antica al Museo d’arte Mendrisio, è tra i maggiori specialisti di arte indiana. Nato a Hinterstoder (Austria) nel 1964, si è formato all’Istituto di Studi tibetani e buddisti a Vienna e ha poi conseguito il dottorato sotto la prestigiosa guida di Maurizio Taddei. Ricercatore presso l’Università di Vienna, ha tenuto corsi presso gli istituti di Berkeley e Stanford (USA). Luczanits è stato inoltre conservatore del Rubin Museum of Art di New York. Nel 2009 -10 ha curato insieme a Michael Jansen la grande mostra sull’arte Gandhara tenutasi al Centro mostre del Palazzo governativo di Bonn, poi alla Martin-Gropius-Haus di Berlino e, infine, al Rietberg Museum di Zurigo. Professore all’Università di Londra (School of Oriental and African Studies), ha ultimamente lavorato in vari monasteri indiani e nepalesi alla creazione di spazi espositivi per le loro raccolte d’arte.

Fonte: Studio Lucia Crespi