Coronavirus: Gli animali domestici non sono veicolo di contagio. Le risposte dell’esperto ai dubbi dei lettori.

Aumenta sempre di più il numero di cani abbandonati nei canili o per strada con l’evidente scusa del Coronavirus. Molti rifugi in Italia soffrono di questa problematica  e come sempre a farne le spese sono i nostri amici e compagni di vita a quattro zampe. 
E’ fondamentale ribadire con fermezza che gli animali domestici non trasmettono in nessun modo il virus e tantomeno possono esserne portatori sani.
Del resto il famigerato Covid-19 fa parte della ben più ampia famiglia dei coronavirus, chiamati così per le punte a corona presenti sulla superficie; quelli umani fino ad ora identificati sono sette, tra cui quello che causa il banale raffreddore.

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Ricordo che le indicazioni del Ministero della Salute e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ribadiscono che la trasmissione del Covid-19  avviene  esclusivamente da uomo a uomo e che non ci sono prove che gli animali da compagnia possano trasmettere la malattia. Il sito della Organizzazione Mondiale della Sanità animale (OIE) raccomanda di non prendere misure “ingiustificate” che potrebbero compromettere il benessere degli animali ribadendo che non esistono prove a sostegno di restrizioni alla circolazione di animali da compagnia.
Conseguentemente al decreto emesso dal Governo si è fermata tutta Italia, questo vuol dire che sono ferme le sterilizzazioni, le adozioni e le mense che aiutavano le strutture a sfamare i cani randagi.

Inoltre le “Le adozioni di animali nei rifugi non sono sospese” come ricorda l’Enpa ( Ente Nazionale Protezioni Animali) nonché  una circolare del ministero della Salute a proposito delle prestazioni differibili e indifferibili. L’adozione di animali è considerata ‘differibile’ solo al fine di limitare lo spostamento degli umani, ma non è né vietata né sospesa”. L’Enpa chiarisce infine che “la circolazione delle merci e la loro produzione non ha subito alcuna limitazione. Non c’è pertanto alcun timore in merito alla disponibilità, anche in futuro, di pet food”. (ANSA)”.

Sintetizzo di seguito un vademecum per tutti i possessori di animali da compagnia e da lavoro che dovrebbe chiarirci meglio le idee, tali contenuti sono stati predisposti dalla collega della Consulta regionale Lombardia per il benessere animale e contro il randagismo Elisa Cezza.

    1. Posso contrarre l’ infezione dal mio animale domestico?
      No, al momento non vi è alcuna evidenza scientifica che gli animali da compagnia, quali cani e gatti, abbiano contratto l’ infezione o possano diffonderla. (Fonte: salute.gov.it)
    2. Posso portare fuori il mio cane?
      Si, per le necessità quotidiane delle sue esigenze fisiologiche, nelle vicinanze della propria abitazione e per il tempo strettamente necessario. (Fonte: salute.gov.it  #IORESTOACASA)
    3. Accudisco una colonia felina, posso continuare a farlo, anche se si trova in un altro Comune?
      Si, è un’ attività consentita in quanto indispensabile a garantire il diritto alla vita e alla salute degli animali.
      “Sono inoltre consentite le attività di accudimento e cura delle colonie feline e dei gatti in stato di libertà garantite dalla Legge 281/91”
      (Rif. Ministero della Salute – Emergenza da Coronavirus : sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare. Aggiornamento nota DGSAF prot. 5086 del 2 Marzo 2020)
      Occorre motivare in ogni caso (sia che la colonia si trovi nel Comune di residenza od in un altro) lo spostamento con  l’ autocertificazione disponibile presso il sito dei comuni italiani e il sito del ministero della salute.
    4. Sono volontario in un canile, posso spostarmi per raggiungere la struttura e prestare il servizio?
      Si, “ sono consentite le attività di accudimento e gestione degli animali presenti nelle strutture zootecniche autorizzate/registrate dal servizio veterinario ivi compresi gattili e canili” rif. Ministro della salute – Emergenza da coronavirus: sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare. Aggiornamento nota DGSAF prot. 5086 del 2 marzo 2020).
    5. Possono essere sospese le catture dei cani vaganti ed il recupero di cani e gatti e animali feriti?
      No, queste attività di servizio non possono essere differite. (rif. All.1 circolare Ministero della salute DGSAF prot. 5086 del 2 marzo 2020).
    6. Possono essere differite le attività di affido degli animali da parte di canili sanitari e canili rifugio?
      Sì, possono essere differite le attività afferenti alle operazioni di affido degli animali da parte dei canili sanitari e dei rifugi, salvo esigenze inderogabili legate al benessere degli animali, per un periodo fino a trenta giorni a partire dal 2 marzo”.
    7. I negozi di animali rimarranno aperti?
      Si, in quanto rientrano nell’elenco delle attività di commercio al dettaglio 2 di generi alimentari e di prima necessità”. ( rif. Allegato 1 DPCM 11 marzo 2020 – ulteriori disposizioni attuate dal decreto legge 23 febbraio 2020, n.6).
    8. Posso far vaccinare il mio cane o il mio gatto come programmato?
      La FNOVI ( Federazione Ordine dei Veterinari italiani) ha raccomandato di “limitare l’attività professionale alle situazioni di emergenza e improcrastinabilità, visite di routine, diagnostica e chirurgia non urgenti” ( 11 marzo 2020).
    9. Il mio animale ha bisogno di essere operato con urgenza, cosa faccio?
      L’assistenza veterinaria agli animali non è sospesa e gli spostamenti relativi alla cura degli animali d’affezione rientrano nell’ambito di deroga previsto relativo ai motivi di salute, in quanto sono da estendersi anche alla sanità animale, in conformità al DCPM 8,9 e 11 del marzo 2020. Occorre evidentemente motivare lo spostamento con l’autocertificazione per situazione di necessità.
    10. No al fai-da-te: per qualsiasi dubbio contatta il tuo veterinario o iol dipartimento ATS veterinario di competenza.

Insomma è evidente che l’impegno di tutti è necessario per superare questo particolare momento.